lunedì 8 gennaio 2018

Imparare a imparare

In una società in continuo avanzare, le conoscenze acquisiste si rivelano superate dopo pochi anni.
In merito molti pedagogisti dicono di preferire "teste ben fatte" che "teste piene". E con teste ben fatte si intende delle teste con un metodo di studio quindi capaci di imparare nuove conoscenze in fretta.
Che cosa significa concretamente imparare a imparare?

  • Il sapere ovvero le conoscenze
  • il saper fare ovvero l'applicazione delle conoscenze
  • il saper essere ovvero le convinzioni, le motivazioni e gli atteggiamenti.
Imparare a imparare quindi richiede abilità cognitive, che riguardano il modo di apprendere e  di gestire le conoscenze e abilità metacognitive che hanno per oggetto la valutazione dei propri risultati e la consapevolezza dei processi cognitivi in atto.
L'insegnante inoltre ha un nuovo compito più difficile, deve insegnare a imparare, che porta lo studente a maggiore autonomia.  Inoltre è necessario che l'insegnante sia integrato, esperienzale ed esplicito.

Le motivazioni e gli altri fattori dell'apprendimento

Le motivazioni e le attribuzioni entrano a far parte di una particolare competenza chiamata IMPARARE A IMPARARE, a cui oggi la scuola e la società attribuiscono grande importanza.
Le motivazioni e le attribuzioni sono una componente dell'apprendimento di cui docente e studente devono essere consapevoli e che affianca gli stili cognitivi e le emozioni.
Conoscere i fattori che determinano le prestazioni scolastiche e in generale gli esiti del processo di apprendimento è fondamentale tanto per chi studia tanto per chi insegna.

martedì 28 novembre 2017

Les Choristes

Francia, 1949. Un compositore fallito, interpretato da Gerard Juniot con la sensibilità misurata di un grande e dignitoso perdente, viene assunto come sorvegliante in un istituto di rieducazione per minori ma, alla severità del cinico direttore, contrappone la dolcezza delle sue lezioni di musica. L'opera prima di Christophe Barratier - nipote di Jacques Perrin, qui attore e produttore - è stata un vero e proprio fenomeno in patria: campione di incassi sia la pellicola, sia il cd della colonna sonora, è la scelta della Francia per concorrere all'Oscar. 
Il film funziona nelle parti in cui emerge il legame fra il professore e i suoi allievi: nelle lezioni di armonia musicale e umana, nell'insegnamento del rispetto, nella capacità di ascoltare canto e cuore dei bambini difficili. Emozionano le voci angeliche del coro, commuove l'orfanello che attende ogni sabato l'arrivo dei genitori, divertono i goffi ma infallibili sforzi del sorvegliante per conquistare la stima e la simpatia dei ragazzini. 

Motivazione e volontariato

La motivazione intrinseca non riguarda solo lo studio o le attività sportive e ludiche. Una motivazione intrinseca è alla base anche del volontariato. Il volontariato è dedicato all'assistenza a persone in difficoltà o alla tutela della natura o degli animali.
Il volontariato non ha scopo di guadagno.


l volontariato è tutelato dalla legge numero 266 dell'11 agosto 1991:

  • Totale gratuità delle prestazioni fornite spontaneamente dai volontari.
  • divieto assoluto di retribuzione degli operatori soci nelle associazioni
  • democraticità della struttura associativa, elettività e gratuità delle cariche.

lunedì 27 novembre 2017

La motivazione intrinseca ed estrinseca

L'apprendimento è molto influenzato dalla motivazione che può essere intrinseca o estrinseca.
Vi sono situazioni in cui la motivazione dell'apprendimento sono il premio o la ricompensa.
Questa motivazione è definita dagli studiosi rinforzo. in questo caso parliamo di motivazione estrinseca.
In altri casi però la motivazione è intrinseca, quando è dovuta dalla curiosità. In altri casi è il piacere che si prova nel fare qualcosa.
Il ruolo della motivazione intrinseca è stato dimostrato da alcuni esperimenti.
le scimmie che ricevevano rinforzo avevano risultati inferiori di quelle che lo facevano per puro piacere.
 Un premio è un motivo frequente dei nostri comportamenti.
A seconda del tipo di motivazione si può distinguere anche tra obbiettivi di padronanza e di prestazione.
 padronanza  ----> intrinseca
prestazione------> estrinseca
anche l'umore influisce:
Tendenza al successo -------> fiducia
tendenza ad evitare il fallimento-------->paura

dare un significato alla vita scolastica

un alunno che confida in se stesso (Attribuzione interna) si affiderà allo studio per avere buoni voti a scuola. Un  alunno che invece non crede in se stesso cercherà l'aiuto dei compagni e in caso di successo nonostante la mancanza di aiuti si convincerà che è stata fortuna.
E' importante lo stile attributivo: Chi è abituato a contare su se stessi (self-serving bias) avrà un migliore rendimento scolastico.
Non sempre l'attribuzione interna comporta fiducia in sè stessi. Qualcuno potrebbe credere di non avere attitudini in una determinata materia e questo ridurebbe il miglioramento scolastico.
Questa attribuzione interna negativa è spesso sostenuta dall'insegnante, che considera limitato uno studente e un suo successo sia dovuto dal aver copiato. (profezia che si autorealizza)
Una forma analoga è la pigmalione.

dare un significato a ciò che accade

A determinare il comportamento non sono solo le nostre MOTIVAZIONI ma anche le nostre SPIEGAZIONI.
Molti psicologi hanno affrontato il tema delle attribuzioni e mettendone in luce le complessità.

FRITZ HEIDER:
  • Attribuzione interna: Attribuire a se stessi la causa può avere una valenza sia positiva che negativa. Sulla base di questa attitudine l'individuo ritiene se stesso la riuscita o meno della sua vita.
  • Attribuzione esterna: attribuire a motivi indipendenti dalla nostra aziione quanto accade.Significa rinunciare a costruire la propria vita



JULIUS B. ROTTER:

A seconds di dove sia collegato il locus of control l'individuo si sente responsabilizzato o deresponsabilizzato. Un locus of control esterno deresponsabilizza l'individuo.Ma anche il l.o.c interno ha dei lati negativi, quando il soggetto si attribuisce responsabilità non sue.





BERNARD WEINER:

  • Internalità: che riguarda la collocazione della causa di un certo fenomeno: inetrna al soggetto o esterna.
  • stabilità: carattere costante o mutevole della causa
  • controllabilità: La possibilità o meno del soggetto di controllare la causa.