L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello è un libro scritto da Oliver Sacks.l'autore racconta alcune sue esperienze cliniche di neurologo e descrive alcuni casi di pazienti con lesioni al cervello, che hanno prodotto i comportamenti più dolorosi e imprevedibili.
In ogni capitolo Sacks descrive alcuni casi clinici particolari che gli è capitato di incontrare nella sua esperienza come neurologo di una casa di cura statunitense.
Qui di seguito elencherò i casi che più mi hanno affascinato e incuriosito:
Il marinaio perduto
Il secondo caso descritto da Sacks, riguarda Jimmie G., un ex-marinaio quarantanovenne da lui visitato nel 1975, che per qualche ragione aveva perduto la memoria degli ultimi 30 anni ed era convinto di avere diciannove anni e di essere nel 1945. Sacks indicò come probabile causa una distruzione dei corpi mammillari dovuta all'alcolismo, visti anche i problemi di etilismo di cui il paziente aveva sofferto attorno al 1970, una malattia nota come sindrome di Korsakoff
Ad aggravare la sua situazione, si aggiungeva il fatto che Jimmie aveva una seria lesione anche a livello della memoria a breve termine, per cui dimenticava dov'era o che cosa stava facendo a distanza di pochi minuti.
"per quanto grandi siano il danno organico e la dissoluzione humeana, rimane intatta la possibilità di una reintegrazione attraverso...il contatto con lo spirito umano; e questo può avvenire anche in presenza di uno stato di devastazione neurologica che in un primo tempo appare senza speranza".
Fantasmi
Questo capitolo analizza le molteplici testimonianze di sindrome dell'arto fantasma che il dottor Sacks ha incontrato nella sua pratica medica, portando diversi esempi, a volte descritti con molta ilarità, di pazienti con un arto amputato che ne continuavano a sentire la presenza molto a lungo. Questa sindrome, che a volte può risultare molto dolorosa e fastidiosa, viene invece indicata dall'autore come molto utile nel caso dell'utilizzo di protesi: per poter utilizzare correttamente la protesi di un arto, infatti, è necessario che il "fantasma" dell'arto e la protesi stessa si sovrappongano, in modo che l'una possa essere utilizzata come surrogato dell'altro.
Nessun commento:
Posta un commento