lunedì 29 gennaio 2018

Metacognizione, autoefficacia e autovalutazioni

L'apprendimento, è influenzato dalla consapevolezza che abbiamo dei nostri processi cognitivi e dei loro effetti. Si parla allora di metacognizione per indicare la conoscenza di come pensiamo e ricordiamo; di autovalutazione per indicare la valutazione delle proprie prestazioni. Da queste dipende l'autoefficacia, ossia la fiducia nelle nostre capacità.

Ambienti di apprendimento e metodo di studio

L'apprendimento è inoltre influenzato dall'ambiente, ossia dalla situazione e dal tipo di pedagogia messa in atto dal docente. Il comportamentismo di Bloom e Skinner mette l'accento sull'organizzazione didattica. Il cognitivismo di Bruner e Ausubel, incentrato dallo studente, predispone situazioni stimolanti e di problem solving. Il costruttivismo valorizza la collaborazione tra docente e studenti e l'assegnazione di
compiti vicini alla vita reale.

Il ruolo delle emozioni

Ai processi cognitivi si affiancano la valutazione, l'attribuzione di significati, e le emozioni. Basta pensare alle stesse reti neurali interconnesse tra di loro, in un rapporto definito da Bandura " determinismo reciproco". Il ruolo delle emozioni può essere sia positivo sia negativo: un'ansia eccessiva (ansia da prestazione) è infatti causa di una sorta di paralisi dei processi cognitivi e della memoria.

Gli stili di apprendimento

Lo stile cognitivo esercita una profonda influenza sullo stile di apprendimento, cioè il modo preferenziale in cui un individuo elabora l'informazione mentre sta svolgendo un compito.

In Base alle funzioni
  • Stile legislativo: Caratterizzato da decisioni, regole autonome e rifiuto di problemi prestrutturati, favorisce la creatività e può essere penalizzato in ambienti scolastici di lavoro molto conformist
  • stile esecutivo: proprio di chi applica volentieri regole esistenti e preferisce ricevere istruzioni ed è per questa ragione considerato affidabile
  • Stile giudiziario: tipico di chi ama valutare le regole, procedure e idee essitenti, formulando critiche, esprimendo opinioni, valutando le persone ed il loro lavoro.
In base alle forme:
  • Stile monarchico: Persone risolute che si dedicano completamente a un'impresa,  che non vogliono un aiuto nella risoluzione di un problema
  • Stile gerarchico: definito da una gerarchia di obbiettivi e delle loro priorità.
  • Stile oligarchico: caratterizzato dalla presenza di numerosi obbiettivi che penalizzano la scelta.
  • stile anarchico: proprio delle persone motivate da più obbiettivi e bisogni. l'approccio al problema è casuale, creativo e innovativo.
In base ai livelli:
  • stile globale: preferisci questioni vaste ed astratte, non vuole i dettagli.
  • stile locale o analitico: attenzione per i dettagli, gli aspetti pratici delle situazioni.
in base agli scopi:
  • stile interno: proprio di persone introverse che preferiscono lavorare da sole
  • stile esterno:  proprio di persone estroverse, sensibili alle questioni sociali, aperte al dialogo.
In base alle inclinazioni:
  • stile liberale: tipico di chi intende a favorire il cambiamento 
  • stile conservatore: chi si conforma alle procedure esistenti, minimizza i cambiamenti e non si discosta da situazioni familiari.















lunedì 8 gennaio 2018

Stile cognitivo

Stile Cognitivo 
Caratteristiche dello studente
Anlitico
 globale
Parte dai dettagli per ricostruire man mano il quadro generale
Si interessa del particolare dopo aver maturato una
 visione di insieme
Indipendente
dipendente
Isola isingoli argomenti dal resto
Evidenzia I collegamenti tra il contesto in cui l’argomento è inserito e
 l’argomento stesso
Visuale e
Verbale

cinestetico
Predilige l’uso di schemi, immagini, tabelle ecc
Predilige l’uso del codice linguistico ossia registrazioni 
ed impara per lettura e ripetizione
Predilige l’esercizio
Convergente

divergente
Parte dalle informazioni disponibili per convergere verso una soluzione 
unica al problema
Parte dalle informazioni a disposizione per procedere in modo creativo
 generando una varietà di risposte o soluzioni orginali

Imparare a imparare

In una società in continuo avanzare, le conoscenze acquisiste si rivelano superate dopo pochi anni.
In merito molti pedagogisti dicono di preferire "teste ben fatte" che "teste piene". E con teste ben fatte si intende delle teste con un metodo di studio quindi capaci di imparare nuove conoscenze in fretta.
Che cosa significa concretamente imparare a imparare?

  • Il sapere ovvero le conoscenze
  • il saper fare ovvero l'applicazione delle conoscenze
  • il saper essere ovvero le convinzioni, le motivazioni e gli atteggiamenti.
Imparare a imparare quindi richiede abilità cognitive, che riguardano il modo di apprendere e  di gestire le conoscenze e abilità metacognitive che hanno per oggetto la valutazione dei propri risultati e la consapevolezza dei processi cognitivi in atto.
L'insegnante inoltre ha un nuovo compito più difficile, deve insegnare a imparare, che porta lo studente a maggiore autonomia.  Inoltre è necessario che l'insegnante sia integrato, esperienzale ed esplicito.

Le motivazioni e gli altri fattori dell'apprendimento

Le motivazioni e le attribuzioni entrano a far parte di una particolare competenza chiamata IMPARARE A IMPARARE, a cui oggi la scuola e la società attribuiscono grande importanza.
Le motivazioni e le attribuzioni sono una componente dell'apprendimento di cui docente e studente devono essere consapevoli e che affianca gli stili cognitivi e le emozioni.
Conoscere i fattori che determinano le prestazioni scolastiche e in generale gli esiti del processo di apprendimento è fondamentale tanto per chi studia tanto per chi insegna.